Laureata magistrale in Filosofia, ha dedicato la sua ricerca al rapporto tra corpo e pensiero, indagando il teatro come luogo in cui la conoscenza si fa esperienza incarnata.
La sua tesi, premiata per la profondità teorica e la qualità poetica, esplora il gesto come forma di pensiero: un atto che apre, che svela, che interroga l’essere umano nel suo stare al mondo.
Danzatrice e attrice con una lunga formazione tra classico, moderno e teatro di ricerca, coltiva un lavoro fondato sull’ascolto e sulla verità della presenza.
Il corpo per lei è materia filosofica: il luogo in cui la vita pensa, ricorda, si espone.
Nella sua pratica, la danza e la parola si incontrano come due modi di dire la stessa cosa: la necessità di rendere visibile ciò che chiede forma.
Il suo pensiero educativo nasce da questa stessa sorgente: un’etica dell’incontro, in cui apprendere significa riconoscersi in relazione, abitare il limite e lasciarsi trasformare dall’esperienza.
Ogni laboratorio diventa un luogo di consapevolezza viva, dove la conoscenza non si insegna ma si attraversa.
In Costellazioni d’Arte porta la visione filosofica e poetica di un’arte che pensa e che cura: una pratica che fa del teatro e del gesto un modo per coltivare presenza, verità e libertà interiore.